Silice cristallina respirabile nei cantieri: le nuove indicazioni INAIL per prevenire l’esposizione
30 ottobre 2026 | Salute e sicurezza sul lavoro
INAIL pubblica un nuovo approfondimento tecnico dedicato alla valutazione e alla prevenzione del rischio da esposizione a silice cristallina respirabile nei cantieri edili e di ingegneria civile.
La presenza di silice cristallina nei materiali da costruzione rappresenta un rischio per la salute dei lavoratori, soprattutto quando le lavorazioni producono polveri fini che possono essere inalate.
Nell’ottobre 2026, INAIL ha pubblicato il documento “Silice cristallina respirabile nei cantieri – Dal materiale alla prevenzione dell’esposizione”, un approfondimento che fornisce indicazioni operative per individuare le situazioni di rischio, valutare l’esposizione professionale e verificare l’efficacia delle misure di prevenzione adottate.
Il documento sottolinea un principio fondamentale: la presenza di quarzo in un materiale non determina automaticamente un’esposizione professionale. Il rischio dipende dalle modalità di lavorazione, dalla produzione e dispersione delle polveri e dall’effettiva presenza dei lavoratori nelle aree interessate.
Quali lavorazioni possono comportare un’esposizione?
Il rischio può interessare numerose attività di cantiere, tra cui:
- Taglio, perforazione e demolizione di calcestruzzo, laterizi e altri materiali da costruzione.
- Scavi, carotaggi e lavorazioni su rocce e terreni.
- Levigatura, fresatura e finitura delle superfici.
- Frantumazione e movimentazione di materiali polverulenti.
- Pulizia a secco e transito di mezzi in aree con depositi di polvere.
L’esposizione può coinvolgere non soltanto gli operatori direttamente impegnati nelle lavorazioni, ma anche altri lavoratori presenti nelle vicinanze, come autisti, manutentori, tecnici e personale in transito.
Valutazione del rischio e obblighi di prevenzione
La normativa di riferimento è il D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo II, relativo alla protezione dai rischi connessi all’esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni o a sostanze tossiche per la riproduzione.
Per la polvere di silice cristallina respirabile generata da un procedimento di lavorazione, il valore limite di esposizione professionale è pari a 0,1 mg/m³, come media ponderata su otto ore.
Il rispetto del valore limite non esaurisce gli obblighi di prevenzione: l’esposizione deve essere ridotta al livello più basso tecnicamente possibile.
La valutazione deve considerare i materiali impiegati, le lavorazioni effettivamente svolte, le condizioni ambientali, le misure di contenimento delle polveri e i tempi di permanenza dei lavoratori.
Quando le informazioni preliminari non consentono di escludere l’esposizione, il documento INAIL indica la necessità di procedere a campionamenti personali rappresentativi delle reali condizioni operative.
Le principali misure di prevenzione
Il documento richiama l’importanza di intervenire prioritariamente sulla sorgente e sui processi di lavorazione attraverso:
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Utilizzo di sistemi di abbattimento delle polveri ad umido.
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Impiego di utensili dotati di aspirazione integrata o sistemi di aspirazione localizzata.
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Adozione di tecniche di lavorazione meno polverigene, ove possibile.
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Separazione delle aree di lavoro e limitazione degli accessi.
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Pulizia con sistemi che evitino la risospensione delle polveri.
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Verifica e manutenzione delle attrezzature e dei sistemi di contenimento.
I dispositivi di protezione delle vie respiratorie costituiscono una misura importante quando necessaria, ma non sostituiscono gli interventi tecnici e organizzativi per ridurre l’esposizione.
Una checklist operativa per i sopralluoghi
Tra gli strumenti proposti da INAIL figura una checklist per il sopralluogo, articolata in sette ambiti di verifica: materiali, lavorazioni, dispersione delle polveri, persone esposte, misure tecniche, organizzazione e necessità di ulteriori verifiche.
Sono inoltre presentati tre scenari applicativi relativi al taglio del calcestruzzo con sistemi a umido, alla perforazione o allo scavo in materiali eterogenei e alla pulizia e al transito dopo lavorazioni polverigene.
Questi strumenti possono supportare datori di lavoro, RSPP, coordinatori della sicurezza e tecnici di cantiere nell’individuazione delle criticità e nel controllo delle misure adottate.
Dalla valutazione documentale alla sicurezza effettiva
Il documento INAIL richiama un aspetto centrale della prevenzione: non è sufficiente prevedere una misura di sicurezza, occorre verificarne l’effettiva applicazione ed efficacia durante le lavorazioni.
Un sistema di abbattimento ad acqua, ad esempio, potrebbe non garantire un’adeguata riduzione delle polveri se la portata è insufficiente o se il getto non raggiunge correttamente il punto di lavorazione.
La valutazione del rischio deve quindi essere coerente con le condizioni operative e aggiornata quando cambiano materiali, attrezzature o modalità di lavoro.
SIRIA S.r.l. affianca le aziende nella valutazione dei rischi professionali e nell’individuazione di misure tecniche e organizzative per migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Silice cristallina respirabile nei cantieri – Dal materiale alla prevenzione dell’esposizione
Fonte: INAIL – Focus tecnici salute e sicurezza sul lavoro, ottobre 2026..

