Negli ultimi tre mesi una sequenza di incendi ha interessato stabilimenti, magazzini, depositi e attività produttive in diverse province del Veneto. Episodi differenti tra loro, ma accomunati da un elemento: ricordano quanto il rischio incendio debba essere gestito come un processo vivo, non come un adempimento da archiviare.
Una ricerca effettuata da SIRIA sulle notizie pubblicate tra il 9 luglio e il 7 ottobre 2026 ha consentito di individuare almeno 15 distinti incendi che hanno coinvolto aziende, stabilimenti, capannoni, depositi o aziende agricole della Regione Veneto.
È importante precisarlo: non si tratta di una statistica ufficiale né di un censimento esaustivo.
Il dato deriva dall’analisi di fonti pubblicamente accessibili, tra cui comunicazioni istituzionali e articoli di cronaca locale. Gli incendi di minore entità o gli episodi che non hanno avuto copertura mediatica potrebbero quindi non essere compresi.
Resta tuttavia un dato che merita attenzione: 15 eventi individuati in circa 90 giorni equivalgono, nel campione osservato, a circa un incendio ogni sei giorni.
Gli eventi individuati
13 luglio – Vicenza Isola Vicentina – Marsetti Recycling
Capannone e attrezzature coinvolti; incendio successivamente indicato come doloso.
20 luglio Treviso Caerano di San Marco
Incendio in struttura destinata al ricovero di mezzi e attrezzature agricole.
31 luglio Venezia Porto Marghera – Multiservice
Incendio in deposito di rottami ferrosi, con monitoraggio ambientale.
17 agosto Vicenza Altavilla Vicentina – Texicar Automotive
Incendio in un edificio dell’area produttiva con significativo sviluppo di fumo.
24 agosto Vicenza Rosà
Incendio in un deposito di materiale elettrico.
31 agosto Padova Fontaniva – Isoli S.p.A.
Coinvolti parte della copertura e un mezzo pesante.
5 settembre Verona Villafranca – Lamacart
Incendio in azienda operante nel riciclo della carta.
7 settembre Vicenza Grisignano di Zocco – Elite Ambiente
Incendio nell’area di stoccaggio di rifiuti.
11 settembre Rovigo Taglio di Po
Incendio in un grande deposito di materiale vegetale, protrattosi per più giorni.
22 settembre Rovigo Arquà Polesine – IRSAP
Incendio sulla copertura dello stabilimento durante lavori sul tetto.
23 settembre Padova Solesino – autodemolizione
Coinvolti numerosi autoveicoli e un capannone.
28 settembre Vicenza Rossano Veneto – azienda agricola
Fienile e rimessa interessati, con coinvolgimento di mezzi e attrezzature.
1 ottobre Vicenza Malo – Nuova Deroma
Incendio in deposito di vasi in plastica e materiali di imballaggio.
4 ottobre Treviso Silea – FLY
Incendio nello stabilimento con importante produzione di fumo.
7 ottobre Padova Massanzago – Moretto
Incendio nello stabilimento ed evacuazione dei lavoratori, senza feriti segnalati nelle prime informazioni disponibili.
La distribuzione degli episodi individuati vede una particolare concentrazione nel Vicentino e nel Padovano, ma gli eventi interessano più province e, soprattutto, settori produttivi molto differenti tra loro.
Non esiste una sola azienda “a rischio incendio”
Nel campione compaiono aziende metalmeccaniche, attività di trattamento e recupero dei rifiuti, imprese del settore carta, depositi di materiale elettrico, aziende agricole, stabilimenti con presenza di materie plastiche, rottami metallici, autoveicoli e materiali vegetali.
Questo dato è importante perché rompe una convinzione ancora molto diffusa: che il rischio incendio riguardi soprattutto poche attività considerate, per definizione, pericolose.
In realtà il rischio deriva dalla combinazione di diversi fattori:
- materiali combustibili presenti;
- quantità e modalità di stoccaggio;
- sorgenti di innesco;
- impianti elettrici e macchinari;
- lavori di manutenzione;
- caratteristiche costruttive dell’edificio;
- compartimentazioni;
- ordine e pulizia;
- organizzazione dell’emergenza;
- capacità di intervento nei primi minuti.
È quindi la gestione complessiva del sistema a determinare la reale capacità preventiva dell’azienda.
Il magazzino può diventare il vero punto debole
Un elemento che ricorre in molti episodi è il coinvolgimento di depositi e aree di stoccaggio.
Carta, plastica, rifiuti, materiali vegetali, veicoli, imballaggi e componenti possono generare carichi d’incendio importanti, soprattutto quando quantità e modalità di deposito cambiano nel tempo.
Ed è proprio questo uno dei punti più delicati.
Il rischio di incendio di un’azienda non rimane necessariamente uguale negli anni.
Possono cambiare:
- quantità di materiale stoccato;
- disposizione delle merci;
- scaffalature;
- layout;
- macchinari;
- lavorazioni;
- destinazione dei locali;
- impianti;
- turni di lavoro;
- numero di persone presenti.
La domanda da porsi non dovrebbe quindi essere soltanto:
“Abbiamo fatto la valutazione del rischio incendio?”
ma soprattutto:
“La valutazione rappresenta ancora l’azienda che esiste oggi?”
Quando l’incendio esce dai cancelli dell’azienda
Alcuni degli eventi analizzati hanno richiesto monitoraggi ambientali, provvedimenti precauzionali nei confronti della popolazione o verifiche sulle ricadute dei prodotti della combustione.
È un aspetto spesso sottovalutato.
Un incendio aziendale può determinare conseguenze non soltanto all’interno dello stabilimento, ma anche su:
- aziende confinanti;
- residenti;
- scuole;
- viabilità;
- ambiente;
- acque di spegnimento;
- continuità produttiva;
- rapporti con clienti e fornitori;
- immagine e reputazione aziendale.
Il danno potenziale non coincide quindi con il valore dell’edificio o dei macchinari coinvolti.
Può tradursi in giorni o settimane di fermo, perdita di commesse, difficoltà nella catena di fornitura e costi indiretti molto superiori a quelli immediatamente visibili.
La prevenzione incendi non è avere gli estintori
Uno degli errori più frequenti è associare la gestione antincendio alla sola presenza dei presidi.
Estintori, idranti, impianti di rilevazione o spegnimento sono fondamentali, ma rappresentano soltanto una parte del sistema.
La prevenzione richiede invece un approccio integrato che comprenda: valutazione del rischio, manutenzione, organizzazione, formazione, gestione delle modifiche, controllo delle attività, procedure di emergenza ed esercitazioni.
La normativa italiana sulla sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro ha rafforzato proprio questa impostazione, richiamando la necessità di una gestione continua e coerente delle condizioni di esercizio.
Ma il punto centrale va oltre il rispetto formale delle scadenze.
Una procedura può essere corretta sulla carta e non funzionare in emergenza.
Un estintore può essere revisionato regolarmente, ma risultare difficilmente raggiungibile.
Una via di esodo può essere indicata nella planimetria, ma essere parzialmente occupata.
Una porta tagliafuoco può essere installata correttamente, ma essere mantenuta aperta.
Un addetto antincendio può essere formato, ma non ricordare come utilizzare concretamente un presidio dopo anni senza esercitazioni.
La vera domanda è quindi:
“Il nostro sistema antincendio funzionerebbe davvero oggi?”
Cinque domande da portare nel prossimo sopralluogo
Ogni datore di lavoro, RSPP o responsabile di stabilimento potrebbe partire da cinque domande molto semplici:
- La valutazione del rischio incendio descrive ancora realmente l’azienda?
- I quantitativi e le modalità di stoccaggio attuali sono quelli considerati nella valutazione?
- Vie di esodo, compartimentazioni e presidi sono realmente utilizzabili in ogni momento?
- Gli addetti antincendio sono presenti in numero adeguato in tutti i turni e sanno concretamente cosa fare?
- L’ultima prova di emergenza ha verificato davvero il sistema o è stata soltanto un adempimento formale?
Se anche una sola risposta lascia qualche dubbio, probabilmente è il momento di effettuare una verifica.
Perché il momento migliore per individuare una criticità antincendio è durante un sopralluogo, prima che diventi un’emergenza.
Nota metodologica
La ricognizione è stata effettuata il 7 ottobre 2026 attraverso fonti istituzionali e giornalistiche pubblicamente accessibili. I casi riportati rappresentano gli eventi individuati attraverso la ricerca e non costituiscono una statistica ufficiale o esaustiva degli incendi avvenuti in Veneto nel periodo considerato.

