Posture statiche, posture incongrue e movimenti ripetitivi: un rischio spesso sottovalutato
Molte attività lavorative richiedono ai lavoratori di mantenere per lunghi periodi posture statiche o incongrue, assumere posizioni forzate del tronco, del collo o degli arti superiori oppure eseguire movimenti ripetitivi.
Queste condizioni possono determinare un sovraccarico biomeccanico dell’apparato muscolo-scheletrico, aumentando il rischio di sviluppare disturbi a carico della colonna vertebrale, delle spalle, del collo, dei gomiti, dei polsi e degli arti superiori.
Si tratta di problematiche che, oltre a compromettere il benessere dei lavoratori, rappresentano una delle principali cause di assenza dal lavoro, limitazioni funzionali e malattie professionali.
Il quadro normativo
La valutazione delle posture incongrue rientra tra gli obblighi previsti dal Titolo VI del D.Lgs. 81/2008, dedicato alla movimentazione manuale dei carichi.
L’articolo 168 stabilisce infatti che il Datore di Lavoro deve adottare misure organizzative e tecniche per evitare o ridurre i rischi derivanti dalla movimentazione manuale e dal sovraccarico biomeccanico, tenendo conto anche delle posture assunte durante il lavoro.
L’Allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008 richiama inoltre l’utilizzo delle norme tecniche della serie ISO 11228 e delle altre norme ergonomiche applicabili per la valutazione del rischio.
Tra queste assume particolare importanza la UNI EN ISO 11226, dedicata alla valutazione delle posture di lavoro statiche, che fornisce criteri oggettivi per stabilire quando una postura può determinare un sovraccarico biomeccanico e richiedere interventi correttivi.
Quando è necessario effettuare la valutazione?
La valutazione è opportuna ogni volta che il lavoratore:
- mantiene posture statiche per periodi prolungati;
- lavora con il tronco inclinato;
- mantiene il collo flesso o ruotato;
- opera con le braccia sollevate;
- assume posture inginocchiate o accovacciate;
- lavora in spazi ristretti;
- esegue attività di precisione con posture obbligate;
- utilizza videoterminali o banchi di lavoro non ergonomici;
- svolge lavorazioni manuali ripetitive;
- utilizza utensili che impongono posture sfavorevoli.
Il rischio interessa numerosi settori, tra cui:
- industria manifatturiera;
- metalmeccanica;
- logistica;
- sanità;
- assistenza domiciliare;
- laboratori;
- uffici;
- commercio;
- grande distribuzione;
- parrucchieri ed estetisti;
- odontoiatria;
- edilizia;
- manutenzione;
- settore alimentare.
Perché valutare le posture?
Una corretta valutazione consente di:
- individuare le attività più critiche;
- quantificare il livello di rischio ergonomico;
- progettare interventi migliorativi;
- verificare l’efficacia delle modifiche introdotte;
- ridurre il rischio di disturbi muscolo-scheletrici;
- migliorare comfort e produttività;
- diminuire assenze e infortuni.
Intervenire sull’ergonomia significa infatti migliorare contemporaneamente sicurezza, qualità del lavoro ed efficienza organizzativa
I metodi REBA e RULA
Per la valutazione ergonomica delle posture vengono utilizzati metodi riconosciuti a livello internazionale.
Metodo REBA (Rapid Entire Body Assessment)
Il metodo REBA consente di valutare il rischio posturale considerando l’intero corpo.
È particolarmente indicato per attività caratterizzate da:
- movimentazione manuale;
- assistenza alla persona;
- logistica;
- industria;
- edilizia;
- attività dinamiche.
L’analisi prende in considerazione:
- tronco;
- collo;
- gambe;
- spalle;
- braccia;
- avambracci;
- polsi;
- forza applicata;
- qualità della presa;
- frequenza dei movimenti.
Il risultato finale individua il livello di rischio e la priorità degli interventi ergonomici.
Metodo RULA (Rapid Upper Limb Assessment)
Il metodo RULA è invece specifico per la valutazione del sovraccarico biomeccanico degli arti superiori.
È particolarmente indicato per:
- uffici;
- videoterminali;
- laboratori;
- assemblaggi;
- attività di precisione;
- odontoiatria;
- attività sanitarie;
- lavorazioni manuali.
L’analisi riguarda particolarmente:
- collo;
- spalle;
- braccia;
- avambracci;
- polsi;
- tronco;
- postura seduta o in piedi;
- forza esercitata;
- ripetitività.
Anche in questo caso il metodo restituisce un indice di rischio che permette di definire le priorità di miglioramento.
La tecnologia al servizio dell’ergonomia
Le moderne tecnologie consentono oggi di effettuare valutazioni ergonomiche molto più precise rispetto alla sola osservazione visiva.
SIRIA Srl utilizza sistemi di analisi ergonomica tecnologicamente avanzati, in grado di effettuare l’osservazione delle posture e dei movimenti e l’analisi in tempo reale.
Grazie a questi strumenti è possibile:
- acquisire automaticamente le posture assunte dal lavoratore;
- analizzare il movimento durante l’attività lavorativa;
- calcolare gli indici REBA e RULA;
- evidenziare immediatamente le posture critiche;
- simulare diverse soluzioni ergonomiche;
- modificare direttamente la postura, l’altezza del piano di lavoro, la disposizione delle attrezzature o le modalità operative;
- verificare in tempo reale l’efficacia delle modifiche apportate;
- confrontare la situazione iniziale con quella migliorata mediante report oggettivi.
Questo approccio permette di passare dalla semplice valutazione del rischio ad una vera attività di progettazione ergonomica, supportando il Datore di Lavoro nell’individuazione della soluzione più efficace prima ancora di realizzare gli interventi.
Come può supportarvi SIRIA Srl
I tecnici di SIRIA Srl effettuano valutazioni ergonomiche complete mediante metodologie riconosciute e strumentazione tecnologicamente avanzata.
Il servizio comprende:
- valutazione delle posture statiche secondo UNI EN ISO 11226;
- valutazione delle posture incongrue e dinamiche;
- analisi ergonomica mediante metodi REBA e RULA;
- rilievi con sistemi di acquisizione e analisi in tempo reale;
- individuazione delle criticità ergonomiche;
- simulazione delle possibili soluzioni migliorative;
- verifica immediata dell’efficacia degli interventi;
- redazione della relazione tecnica e aggiornamento della valutazione del rischio.
L’utilizzo della tecnologia consente di fornire risultati oggettivi, facilmente comprensibili e immediatamente utilizzabili per progettare interventi ergonomici realmente efficaci.
Il vostro DVR considera adeguatamente il rischio posturale?
Molti Documenti di Valutazione dei Rischi affrontano il rischio ergonomico in modo generico, senza un’analisi specifica delle posture di lavoro.
Una valutazione eseguita con metodologie riconosciute e supportata da strumenti di analisi avanzati permette invece di individuare con precisione le criticità, dimostrare l’efficacia delle misure adottate e migliorare concretamente il benessere dei lavoratori.
SIRIA Srl è a disposizione per effettuare sopralluoghi, valutazioni ergonomiche e analisi strumentali delle posture, supportando le aziende nell’aggiornamento del DVR e nella progettazione di ambienti e postazioni di lavoro più sicuri, efficienti ed ergonomici.

