Perché è importante controllare lo stress?

Identificare le condizioni che stanno alla base di un alterato stile di vita consente di prevenire o di limitare l’infiammazione cronica di basso grado e – conseguentemente – tutte le patologie nella cui patogenesi questa è implicata, come la sindrome metabolica e il diabete di tipo 2.

I fattori più importanti collegati all’insorgenza dello stato infiammatorio cronico di basso grado sono:

Le alterazioni indotte da questi fattori determinano ed alimentano una costellazione di segni e sintomi aspecifici (superficialmente interpretati come “fisiologiche” manifestazioni dell’invecchiamento), cui spesso si associano malattie a larga diffusione, ridefinite “malattie del benessere” o malattie legate all’invecchiamento.

Per contrastare efficacemente lo sviluppo dell’infiammazione cronica di basso grado è assolutamente necessario applicare alcune modificazioni allo stile di vita. Le principali consistono nella migliore gestione dello stress, nello svolgimento costante di una moderata attività fisica di tipo aerobico, nel cambiamento del pattern alimentare, con incremento dei cibi alcalinizzanti e moderazione di quelli acidificanti, aumento delle fibre e degli ac. grassi Omega 3, riduzione degli zuccheri semplici, dei grassi saturi e del sale, ma anche riduzione complessiva dell’apporto calorico (Milani L., Pelosi E.; 2016).

Lo scopritore della reazione di stress, Hans Selye sosteneva che “lo stress è l’essenza della vita” e i suoi studi negli anni trenta del Novecento, insieme a quelli di altri scienziati, hanno stabilito che il nostro organismo di fronte a uno stimolo (stressor), sia esso fisico, tossico o psichico, reagisce attivando la stessa reazione biologica fondamentale che dal cervello si conclude con un’attivazione delle ghiandole surrenali che producono un eccesso di “ormoni dello stress”: cortisolo, adrenalina e noradrenalina. La reazione di stress comporta una variazione rilevante di molti sistemi (nervoso, endocrino, immunitario, metabolico, circolatorio) che mette in condizioni l’organismo di affrontare al meglio la situazione che ha originato la reazione medesima. In questo senso, lo stress è l’essenza della vita. I problemi sorgono quando lo stress è molto potente (trauma) o quando dura nel tempo e, soprattutto, quando viene interpretato e vissuto come una fonte di preoccupazione. Ricerche effettuate alla fine dello scorso secolo hanno fornito le evidenze necessarie per comprendere le conseguenze di un cattivo controllo dello stress. Si è avuta la prova che nel cervello l’eccesso di cortisolo fa morire i neuroni dell’ippocampo, un’area del cervello che svolge alcune funzioni fondamentali tra cui la formazione della memoria. Sul sistema immunitario si ha la prova che lo stress cronico colloca la reattività del sistema su una modalità inadatta a contrastare patologie infettive e tumorali. Lo stress cronico non ha influenze solo sul cervello e sul sistema immunitario, ma anche sull’asse endocrino, alterando la crescita, la sessualità, l’attività tiroidea e le altre attività metaboliche. I programmi di ricerca dei National Health Institutes americani hanno documentato che l’iperattivazione cronica dell’asse dello stress ha ripercussioni significative anche su patologie apparentemente non correlabili, come i disordini metabolici (dislipidemia, iperglicemia, diabete, sindrome metabolica) e i disordini della fertilità femminile, come la sindrome dell’ovaio policistico.

Questi studi hanno aumentato la consapevolezza dei ricercatori delle centralità dello stress riguardo a devastanti epidemie, come l’obesità e il diabete, in atto in tutti i Paesi ricchi e anche in quelli che stanno seguendo a tappe forzate il modello occidentale.

Dott. Antonio Corsano
Allergologo nutrizionista, formatore