Nuove disposizioni minime di sicurezza e salute per l’esposizione a campi elettromagnetici

Il 2 settembre entra in vigore il D. Lgs. 1 agosto 2016, n. 159, che recepisce la Direttiva 2013/35/UE con nuove disposizioni minime di sicurezza e salute per l’esposizione a campi elettromagnetici. Il capo IV del Titolo VII (col relativo Allegato XXXVI) del Testo Unico sulla sicurezza viene ora interamente riscritto.

Il testo precedente si basava sulla Direttiva 2004/40/CE, le cui impostazioni e valori limite erano risultati incompatibili con alcuni utilizzi in campo diagnostico e non in linea con il progredire delle conoscenze sugli effetti dei campi elettromagnetici sul corpo umano. La sua applicazione era stata sospesa (Direttiva 2008/46 CE) fino all’emanazione di quella nuova e, in ambito nazionale, al suo recepimento nella legislazione italiana.

I campi elettrici sono prodotti ovunque vi siano conduttori sotto tensione, i campi magnetici sono in genere concatenati a circolazione di corrente elettrica. Possono variare nel tempo, con effetti diversi a seconda della frequenza. La direttiva copre frequenze fino a 300 GHz, ossia casi svariatissimi: cabine elettriche, saldatrici, macchine utensili, forni ad induzione fino ad apparati rice-trasmettitori per wi-fi e telefonia mobile.

Per il Datore di Lavoro corre sempre l’obbligo di analizzare i rischi nella propria attività lavorativa. Vanno considerati:

Le nuove disposizioni introducono una distinzione fra gli “effetti sanitari”, ossia nocivi per la salute quali il riscaldamento termico o la stimolazione del tessuto nervoso o muscolare, e gli “effetti sensoriali”, transitori sulle percezioni sensoriali (capogiri, disturbi visivi) e con modifiche minori nelle funzioni cerebrali. Non è previsto, per ora, valutare gli effetti a lungo termine poiché su scala internazionale non sono ancora note correlazioni affidabili tra livelli di esposizione e specifici danni. È obbligo però di aggiornare la valutazione dei rischi quando saranno divulgati standard internazionali sull’argomento. 

Vanno considerate categorie sensibili di lavoratori, ad esempio chi porta protesi o dispositivi elettromedicali implantati e donne in gravidanza. È indispensabile informare i lavoratori affinché rendano note queste condizioni personali, gestendo poi le esigenze di tutela della salute e di riservatezza.

Infine, le valutazioni e le quantificazioni (calcoli, misure) devono ottemperare a guide e norme europee e internazionali.

La valutazione dei rischi, già complessa per la stessa natura fisica del fenomeno, diventa più articolata rispetto alle precedenti disposizioni. È quindi necessaria una analisi attenta per evitare inutili dispersioni o, viceversa, di trascurare condizioni di danno perché poco evidenti o intuitive.

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Ing. Michele Barbato
SIRIA srl