Ambulatorio Integrato Prevenzione e Cura Malattie Croniche

In questa pagina potete trovare informazioni sull’attività dell’Ambulatorio Integrato Prevenzione e Cura Malattie Croniche basato sul nuovo approccio diagnostico-terapeutico delle malattie croniche secondo il paradigma PNEI.

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Il modello della PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia) ha ricevuto un contributo rilevante dagli studi del neuropsichiatra belga Michael Maes che ha documentato una relazione stretta tra depressione e infiammazione, quindi tra un fenomeno psicologico e un fenomeno prettamente biologico: in corso di depressione si produce infiammazione, ma anche un’infiammazione può causare depressione. A questi si sono affiancati altri campi di ricerca, relativi all’alimentazione, alla sedentarietà, all’uso di farmaci, all’esposizione all’inquinamento ambientale, permettendo così di ricostruire l’insieme dei fattori che condizionano la vita psichica individuale, che non è più vista nell’ottica psicologica classica, che studi la psiche separata dal corpo, bensì in una prospettiva che consideri la persona nella sua interezza e nell’insieme dei fattori che la determinano. Si è aperta una nuova fase, quella dell’innovazione nella diagnosi e nella cura, la cui parola chiave è integrazione. Integrazione all’interno della biomedicina e della psicologia e poi tra scienze biomediche e scienze psicologiche, sperimentando strumenti diagnostici che si pongano l’obiettivo di cogliere i fattori di squilibrio di una persona nella sua interezza, indagando sia le dimensioni psicologiche sia quelle biologiche.

“II più grande errore dei nostri tempi è separare la psiche dal soma” (Ippocrate 460 – 370 a.C.)

Questo nuovo modo di fare diagnosi pone le basi per un nuovo approccio alla cura, che si compone di prevenzione e terapia, che sia davvero integrato e cioè in grado di fornire una consulenza qualificata sugli stili di vita, che sono i principali determinanti della salute, di offrire un programma di cura che lavori sia sulla dimensione psichica sia su quella biologica, di garantire un uso dei presidi terapeutici non ristretto alla farmacologia di sintesi.

Il sistema PNEI è un complesso network di controllo fisiologico in cui i tre grandi sistemi di regolazione omeostatica (SNC e SNV, Sistema Endocrino e Sistema Immunitario) guidano le funzioni fisiologiche. Essi concorrono in modo integrato, attraverso neuropeptidi, ormoni e citochine, al continuo monitoraggio e regolazione dei parametri vitali, svolgendo una fondamentale azione di tipo adattativo nel rapporto tra organismo vivente ed ambiente esterno.

Ogni alterazione della fisiologia è da intendersi come un’alterazione di tutto l’asse PNEI. Agire sull’asse PNEI, e più precisamente sulle alterazioni indotte su di esso da stressor endogeni o esogeni, significa agire in profondità, sull’intimità patogenetica della malattia, sul suo primum movens e riportare l’organismo alle sue condizioni fisiologiche.

Il cibo gioca un ruolo centrale nell’alterazione o nel mantenimento dell’omeostasi fisiologica. In ambito nutrizionale gli alimenti, laddove assunti quali-quantitativamente in maniera non opportuna o se caratterizzati da manipolazioni o sofisticazioni chimiche, possono alterare l’asse PNEI e con esso, di conseguenza, i sistemi di controllo omeostatico, innescando il processo patologico. Nel contempo, gli alimenti possono condizionare favorevolmente la funzione dell’asse PNEI e dei sistemi omeostatici: si pensi alle interazioni tra cibo e neuropeptidi (per esempio cacao e serotonina, o cacao e acetilcolina) o tra cibo e Sistema Immnunitario o ancora come il rapporto tra massa magra e massa grassa possa interferire sul Sistema Endocrino.

Piramide della dieta mediterranea
Nell’asse PNEI l’intestino è al centro dell’attenzione e si configura come un sistema in grado di secernere neuropeptidi, neurormoni, ormoni e citochine, contribuendo in maniera decisiva al controllo dell’omeostasi fisiologica sia locale che sistemica. Il tratto gastro-intestinale rappresenta un microcosmo neuro-immuno-endocrino con un ruolo cruciale nel controllo dell’omeostasi, un vero e proprio organo centrale di controllo dell’omeostasi.

La mucosa intestinale ha competenza nervosa (è in grado di secernere neuropeptidi e neurormoni), endocrina (è in grado di secernere ormoni), immunitaria (è in grado di secernere citochine) ed è in intima connessione con altri organi, Apparati e Sistemi. Risulta chiaro che una perturbazione a livello intestinale non solo interessi questo viscere, ma si ripercuota inevitabilmente a livello sistemico.

Agire a livello del tratto gastro-intestinale, preservando o ristabilendo la sua integrità istologica, equivale a prevenire o curare alterazioni patologiche tanto locali quanto sistemiche. Non è da molto che all’intestino è stato attribuito un ruolo immunitario importante, non soltanto in funzione della barriera anatomica che esso stabilisce tra esterno ed interno del corpo, quanto per la presenza nel suo contesto di elementi che appartengono di diritto al sistema difensivo. Verso la fine degli anni ’70, si è scoperto che l’intestino è sede di produzione di neuropeptidi, citochine, neurotrasmettitori ed ormoni. Questi hanno influenza sull’intero organismo. Basti pensare che un neurotrasmettitore così importante e fondamentale come la serotonina, che si pensava essere di esclusiva pertinenza cerebrale, viene prodotta prevalentemente a livello del lume intestinale, probabilmente anche a seguito di stimolazioni da parte del cibo, e partecipa alla comunicazione tra intestino, cervello e sistema immunitario. A buona ragione l’intestino venne, da allora, chiamato “secondo cervello” e questo ben lo sanno tutte le persone la cui funzionalità intestinale è direttamente dipendente dallo stato d’umore, dalle tensioni, consapevoli od inconsapevoli. Da qualche anno anche la componente del lume intestinale (feci e batteri) ha assunto un importante ruolo tanto che l’insieme fecale e batterico viene definito microbioma.microflora intestinaleUn ruolo centrale tra intestino e sistema immunitario è giocato dal microbiota e le sue alterazioni quali-quantitative, a causa di diversi fattori quali il cambiamento della dieta, la comparsa di malattie, eventuali trattamenti antibiotici,  sono responsabili di patologie locali caratterizzate da alterazioni della permeabilità della mucosa (malattie infiammatorie dell’intestino, sindrome del colon irritabile, ipersensibilità al glutine), ma anche di malattie croniche come sindrome metabolica, disturbi autistici, sindromi ansioso-depressive, malattia di Alzheimer, diabete di tipo II, obesità, psoriasi, artrite reumatoide

Un elemento comune collega tutte queste patologie: l’infiammazione cronica di basso grado, un killer silenzioso che, nel suo progredire, conduce alla lesione mucosale e da qui alla perdita della funzione di controller omeostatico esercitata dall’intestino. La delicata mucosa intestinale è costantemente aggredita da trigger flogogeni di varia natura: stress, farmaci, cibo. Il drammatico aumento delle malattie croniche ha una curva di crescita parallela al trend di utilizzo del cibo industriale ricco di zuccheri e grassi saturi. Ignorare questo elemento significherebbe ignorare le evidenze scientifiche ed abdicare al ruolo della medicina preventiva. Controllare le condizioni infiammatorie intestinali, ripristinare l’efficienza e l’integrità della muosa, non solo è uno degli step terapeutici imprescindibili nel trattamento delle affezioni infiammatorie gastro-intestinali ma coincide con il controllo dei processi infiammatori sistemici e dunque con la prima e più importante prevenzione delle malattie croniche e dell’invecchiamento.

dott. Antonio Corsano
Dir. Sanitario Poliambulatorio Noalese – SIRIA srl

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