Rieducazione Posturale

La definizione di “postura” si lega indissolubilmente al concetto di “relazione”. Si considerano due tipi fondamentali di relazioni corporee: una intrinseca, che si stabilisce tra i vari segmenti corporei della persona ed una estrinseca, che definisce il rapporto spaziale e temporale che il corpo contrae con l’ambiente circostante.

Il patrimonio motorio dell’uomo, per una serie di motivi che spaziano dalla carenza di attività fisica a posizioni inadeguate protratte per lunghi periodi, dal dolore cronico di origine muscolo-scheletrica a scorrette abitudini motorie tende, negli anni, ad un impoverimento progressivo. Avere una “postura sbagliata” non significa “non stare dritti”, significa piuttosto non possedere più una ricchezza di potenzialità motorie tale da potersi adattare alle innumerevoli situazioni che una giornata normalmente propone.

Con la Rieducazione Posturale si intende pertanto ricercare un re-arricchimento del patrimonio motorio depauperato.

Una attenta valutazione, che si avvale di un esame clinico strutturato e del compendio di indagini strumentali quali la baropodometria, la pedana stabiliometrica, la verticale di Barrè ecc., permette di individuare segmenti corporei rigidi o lassi, componenti anatomiche scarsamente adattabili o ipermobili / instabili, relazioni corporee alterate, gesti grossolani o incontrollati, movimenti conflittuali. Sulla base delle criticità riscontrate in sede valutativo-diagnostica si imposta un percorso terapeutico tendente ad una condizione quanto più prossima a quella fisiologica, volto sostanzialmente al ripristino di un più ampio orizzonte di possibilità motorie.

La terapia prevede l’utilizzo di tecniche di Terapia Manuale e di esercizi che si avvalgono di raffinate strategie pedagogico-formative.

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