Mastoplastica additiva

Un seno poco sviluppato (ipoplasia mammaria) o piccolo e rilassato (ipotrofia mammaria con lieve ptosi) o svuotato (a seguito di una gravidanza o di un all'allattamento) può essere corretto con un intervento definito mastoplastica additiva che si attua con il posizionamento di protesi mammarie contenenti gel di silicone, soluzione salina, altre sostanze, al di sotto della ghiandola mammaria o al di sotto del muscolo gran pettorale. L'incisione cutanea di accesso può essere in corrispondenza dell'areola o nel solco sottomammario o nel cavo ascellare. In caso di concomitante ptosi delle mammelle sono necessarie ulteriori incisioni chirurgiche da definire in base all'entità della ptosi. Le cicatrici che residuano sono di solito poco visibili. L'ampia gamma di protesi attualmente disponibili consente, in base alle dimensioni, al profilo, alla proiezione desiderata, di scegliere tra quelle che maggiormente soddisfano le aspettative della paziente. L'intervento non interferisce con la capacità di allattamento.
L’intervento viene generalmente eseguito in anestesia generale con ricovero in clinica per 1 notte. Oltre agli esami di routine richiesti per ogni intervento si dovrà eseguire una mammografia ed ecografia mammaria.
La ripresa dell’attività lavorativa se non particolarmente impegnativa dal punto di vista fisico è consigliabile dopo 1 settimana, mentre per guidare sarà necessario attendere 3 settimane e per attività ginnico-sportive dalle 6 alle 8 settimane. Si precisa che tali tempi potranno essere ridotti se le protesi verranno posizionate in sede sottoghiandolare.
I punti di sutura vengono rimossi dopo 7-10 giorni. Nel post-operatorio c’è una fasciatura elastica contenitiva che sarà rimossa dopo 24-48 ore. Dal chirurgo sarà data indicazione sul tipo di reggiseno adatto al post-operatorio.

 

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